domenica 14 ottobre 2007

Alla scoperta delle bonifiche della Val di Chiana - resoconto e foto dell'escursione

Ecco alcune foto dell'escursione di domenica 7 ottobre 2007 alla scoperta delle bonifiche della Val di Chiana.

L'escursione, grazie alla competente guida di Franco Boschi dell'Associazione "Gens Valia", ha permesso di conoscere un lato della storia del nostro territorio ai più sconosciuto.

I poderi dell "Fila", la "Specola " di Abbadia, il "Callone" di Valiano, la torre di "Beccati Questo" e il "Callone Pontificio", dettagliatamente collocati sia storicamente che geograficamente.

La giornata è iniziata con una introduzione nella quale abbiamo conosciuto i limiti geografici (la valle si estende da Arezzo ad Orvieto) e la storia: inizialmente la valle veniva percorsa dalle acque in senso opposto all'attuale; infatti il fiume "Clanis", tramite il Paglia, confluiva nel Tevere e raggiungeva quindi Roma.

Intorno all'anno mille le acque del Clanis incontravano sempre più difficoltà a defluire all'altezza di Chiusi a causa del notevole apporto solido dei torrenti Tresa e Astrone con relativo progressivo impaludamento dei terreni posti a monte. Nel 1500 la palude assunse la sua massima estensione.

L'inversione di tendenza si ebbe quando le comunità locali decisero di donare le terre allagate alla famiglia fiorentina dei Medici con l'impegno a risanare le terre palustri. Queta opera fu ripresa poi con maggiore impegno dai Granduchi di Toscana anche grazie all'ingegno del tecnico aretino Vittorio Fossombroni. La tecnica adottata fu quella della colmata: l'apporto solido dei torrenti veniva cioè regolato e mandato di volta in volta in aree diverse rialzando così il fondo della valle permettendone il deflusso delle acque e quindi la bonifica

Per oltre 400 anni l'uomo e la natura hanno lavorato insieme per trasformare la palude in una delle più fertili pianure del centro Italia.

Per permettere alle acque di defluire dalla valle fu costruito il Canale Maestro dal lago di Montepulciano fino alla "Chiusa dei Monaci" per una lunghezza di circa 44 Chilometri.

Pertanto con la costruzione del Canale fu invertito l'originale direzione di deflusso delle acque della Valle: prima verso il Tevere e quindi Roma, polo d'interesse in epoca etrusca e romana, adesso verso l'Arno e quindi verso Firenze, polo d'interesse dei Medici e poi del Granducato.


I terreni una volta bonificati erano organizzati in poderi e messi a coltura. Ogni podere era dotato dell'abitazione del Mezzadro e di annessi tipo stalla, fienile, pozzo ecc.

Le fattorie della valle erano di proprietà del Granduca e dell'Ordine dei Cavalieri di S.Stefano che ne utilizzava i proventi per finanziare la marina del Granducato di Toscana.

Alla fine del 1700 le fattorie erano 11 tra cui Acquaviva, Chianacce e Dolciano.

Ancora oggi le ville padronali e le case coloniche "leopoldine" dette della "fila" caratterizzano il fondovalle della Val di Chiana




Il "Callone di Valiano": nei primi anni del 1700 fu concordata, tra il Granducato e lo Stato Pontificio, la costruzione di questa struttura, posta trasversalmente al canale della Chiana, che consentiva la regimazione del livello delle acque del lago di Montepulciano ed i terreni circostanti.

Il canale era dotato di doppie chiuse per il passaggio di piccole barche. Ha svolto questa funzione sino al 1944 quando fu distrutto dall'esercito tedesco in ritirata. Attualmente, le parti rimaste, sono oggetto di restauro.


Il lago di Montepulciano e di Chiusi rappresentano ciò che rimane della grande palude di epoca antica.


Adesso il problema è opposto: cercare cioè di impedire che i torrenti che affluiscono verso i "chiari", in particolare il Parce verso quello di Montepulciano, con il loro apporto di materiali solidi riempiano le piccole depressioni rimaste privando così il territorio di una risorsa, quella idrica, sempre più preziosa.



Il "Callone Pontificio"













creato da Associazione geoarcheologica il 14/10/2007

Per approfondimenti:


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